IL ROMANZO
Un Magistrato e i suoi Angeli custodi contro i demoni mandati a ucciderla: la lotta alla mafia passa per i palazzi delle Istituzioni…
Marina Falcone: un cognome altisonante che incute ancora timore nei capi delle cosche mafiose. Proveranno ad eliminarla, ma qualcuno farà tutto il possibile affinché lei porti a termine il suo compito: quel qualcuno è la sua Scorta… ECHO-ROSSO DIECI.
Prefazione inclusa nel libro
Il romanzo nasce dal mio ricordo adolescenziale del Giudice Giovanni Falcone e del Giudice Paolo Borsellino: vuole essere soprattutto un omaggio agli uomini e alle donne delle loro scorte, che hanno trovato l’epilogo tragico delle loro vite per mano della mafia e di tutti coloro conniventi con l’organizzazione criminale che si estende tuttora ben oltre la Sicilia e arriva fin dentro le Istituzioni, a tutti i livelli. Ho voluto utilizzare, per i personaggi del racconto, gli stessi nomi di battesimo di quei servitori dello Stato, affinché il ricordo possa restare vivo anche a distanza di tanti anni e, non a caso, questo romanzo è ambientato in un futuro prossimo. Chi svolge quel lavoro, proteggere personalità a rischio in ambito di lotta alla criminalità, sceglie di rinunciare alla propria vita normale e dedicarsi a proteggere quella di qualcun altro, consapevole che potrebbe trovarsi da un momento all’altro di fronte a una scelta tra la vita e la morte. La donna Magistrato, protagonista latente del racconto, porta il cognome di Falcone, ma chiaramente il personaggio non ha alcun collegamento o riferimento reale al Giudice o a qualche suo parente. Se non altro per semplice rispetto. I veri protagonisti ho voluto fossero proprio gli uomini e donne delle scorte, perché forse questo racconto potrebbe aiutarvi a comprendere il loro mondo, il loro addestramento, i sacrifici, le paure.
Eroi silenziosi, spesso dimenticati…
